Tutti sappiamo che
dormire in una stanza dove è acceso un computer non garantisce un
buon riposo, così come scegliamo fibre naturali per la biancheria e
valutiamo attentamente la luminosità di una stanza per disporre i
mobili. Anche queste piccole consuetudini rientrano in un approccio bioecologico all'abitazione, intesa come luogo di benessere
psicofisico e di perfetta armonia con la natura.
Per bioarchitettura si intende l'insieme di conoscenze che
consentono di progettare edifici funzionali per l'uomo ma allo
stesso tempo ecologicamente compatibili con l'ambiente circostante.
Per costruire un immobile bioecologico, è necessario utilizzare
materiali naturali, prevedere impianti che riducano al massimo la
presenza di campi elettromagnetici e il fabbisogno energetico,
integrare fonti energetiche alternative, in una parola utilizzare
tutte le norme divenute ormai note con il nome di bioedilizia.
La camera da letto
dovrebbe essere situata nel luogo più protetto e silenzioso della
casa, preferibilmente separata dalla zona degli armadi. Gli abiti,
infatti, possono emettere alcune delle sostanze chimiche impiegate
da lavanderie e tintorie per il lavaggio a secco.
Anche il colore delle pareti ha la sua importanza: un bel tono di
azzurro favorirà il riposo e il relax.
Evitate di fumare in camera da letto. Se state per accendere la
sigaretta pensate che il fumo rimane nell'ambiente per circa 500
ore. E non è affatto indicato respirarlo proprio mentre si dorme.
Reti, supporti e materassi, ma anche
cuscini e biancheria, sono di fondamentale importanza per il
dormire sano. Le reti realizzate con listelli in legno, che si
adattano perfettamente alla schiena, abbinate a materassi in pura
lana e lattice naturale, o in puro cotone, sono soluzioni ottimali
però un sonno salutare e rigeneratore.
Oltre a legno e lana, la bioarchitettura, applicata al "sistema
letto", ha recuperato dalla tradizione altri materiali di
origine vegetale e animale: la torba, la paglia, il cocco e il più
noto e diffuso caucciù che possono, dopo un uso costante, rivelare
sorprendenti proprietà benefiche.
La torba è una specie di terra
vegetale che assorbe umidità, mantiene il calore e risulta, quindi
utile contro i reumatismi, le infiammazioni croniche e i dolori
alla colonna vertebrale. Oltre a svolgere un'azione stimolante
sulla pelle, assicurando un riscaldamento omogeneo del corpo, la
torba nel materasso evita il problema dei "piedi freddi".
Anche la paglia di segale pressata e sterilizzata è un buon
materiale su cui dormire. Questa fibra naturale - dicono i
bioarchitetti - ha effetti positivi sulla circolazione, sulla
pressione sanguigna e sull'attività muscolare.
Ottimo l'abbinamento di questi materiali con il lattice, noto da
molto tempo per l'elevata resistenza elettrica che favorisce
l'isolamento di chi dorme, dalle radiazioni magnetiche presenti
nell'ambiente. Risultato: non ci si alza stanchi, stressati e
doloranti.
Cuscini di fiori
Tra i vari sistemi per favorire un sonno sano e rigeneratore, ci sono
anche i cuscini ergonomici e speciali.
I "fitocuscini", imbottiti di fiori e foglie aromatiche, sfruttano gli
aromi vegetali di certe piante officinali. Mediante il contatto col
guanciale, grazie al calore del corpo e alla frantumazione delle erbe,
si sprigionano, secondo gli esperti erboristi che li hanno brevettati,
i vapori balsamici che vengono assimilati dall'organismo attraverso la
cute e la respirazione. L'effetto garantito è anti-stress e
assolutamente rasserenante. Ogni 12 mesi le erbe e i fiori vanno
sostituiti.
Nella serie degli ergonomici, contro dolori cervicali e similari, ci
sono i cuscini in crusca di grano saraceno. Una comoda cerniera
permette di regolare la consistenza e l'altezza del cuscino,
semplicemente riempiendo più o meno il sacchetto. Vasta e articolata
la collezione di guanciali anallergici ed ergonomici, imbottiti in
puro lattice naturale a ciambella, sagomati per l'incavo delle spalle,
sono comodi sostegni per il collo e la spina dorsale.
La testa a nord
A quanti è capitato
di dormire agitati, di svegliarsi più stanchi di prima, con la schiena
a pezzi e il mal di testa? Le cause possono essere molte, ma bastano a
volte pochi cambiamenti per risolvere il problema.
Innanzitutto: la posizione del letto. Gli esperti di bioarchitettura
consigliano di mettere la testata a nord, secondo l'asse magnetico
terrestre (per individuare la direzione basta una bussola). Ciò potrà
comportare qualche spostamento all'interno del locale, non escluso
quello di dover scegliere la collocazione del letto in mezzo alla
stanza, magari in diagonale rispetto alle pareti.
Questione di frequenze
Inquinamento elettromagnetico, quando si dorme è meglio evitarlo.
Mentre infatti le radiazioni provenienti dai campi elettromagnetici
naturali sono ritenute biologicamente utili, quelle di derivazione
artificiale possono creare stress e anomalie nell'organismo,
soprattutto dove coesistono tessuti e finiture sintetiche o aria
condizionata. Meno fili elettrici percorrono le pareti e meglio è,
tanto più che le spine che si usano sono sempre le stesse.
Elementi come radiosveglie, televisori, hi-fi e computer dentro la
camera da letto possono condizionare l'organismo. Secondo alcuni
tecnici, che eseguono perizie sulle influenze elettromagnetiche in
casa, i valori dati dalla presenza di certe radiosveglie a pochi
centimetri dalla testa di chi dorme sono molto superiori alla
soglia di sicurezza. La tv, poi, oltre a emettere radiazioni,
abbassa il livello di "vitalità" dell'aria a causa della produzione
di ioni positivi.
I fili elettrici non dovrebbero passare dietro la testata del letto
e i vari apparecchi dovranno essere posti alla massima distanza
(almeno un metro e mezzo). La soluzione ideale è comunque quella di
adottare un impianto elettrico di forma stellare e non a cerchio
chiuso, adottando per radio e sveglie l'uso di batterie. D'obbligo
poi la messa a terra, a cui vanno collegati sia i cavi elettrici,
sia le tubature dell'acqua.
Gli esempi di architettura bioecologica più interessanti per il
futuro riguardano non singoli edifici, ma intere città progettate e
costruite a norma di uomo e di ambiente e conosciute con il nome di
ecovillaggi. Il più conosciuto in Italia è quello di Torri
Superiore, in provincia di Ventimiglia, ma non mancano esempi lungo
tutta la penisola, dal Piemonte alla Calabria.
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