I tappeti eseguiti con tecniche diverse dall'annodatura ( Kilim, sumak e tessuti )
sono caratterizzati dalla mancanza di pelo: per
questo motivo spesso vengono definiti anche tappeti piatti.
Se la mancanza di pelo rende questi tappeti meno solidi e duraturi
di quelli annodati, essi offrono all'artigiano il grande vantaggio
di una maggiore velocità di esecuzione che, naturalmente, si
traduce in un costo minore. Inoltre, i tappeti non annodati
presentano la possibilità di una utilizzazione di entrambe le
superfici (dritto e rovescio), tranne che nei Sumak.
La loro diffusione è sostanzialmente la stessa di quella del
tappeto annodato, dal momento che le due tecniche sembra abbiano
avuto un impiego praticamente contemporaneo: una dimostrazione
deriva dal fatto che spesso le balze terminali dei tappeti annodati
sono realizzate con la tecnica del Kilim.
I tipi di tecnica maggiormente noti e diffusi sono due: Kilim e
Sumak.
Col termine Kilim si indica un particolare tipo di tappeto tessuto
piatto o senza nodi. Fino a qualche anno fa il Kilim era
considerato una sorta di parente povero dei tappeti orientali
annodati e come un semplice prodotto tribale di qualità inferiore.
Di recente la moda ha rilanciato notevolmente questi magnifici
tappeti, sia per il loro valore di collezione che per il loro uso
come oggetto decorativo, in quanto questo tappeto piatto riflette
molto bene la luce.
Inoltre, il Kilim è quasi sempre molto stilizzato nel disegno, che
assume forme geometriche, risultando così più aperto e più
spaziato, di conseguenza corrisponde perfettamente alla tendenza
attuale del gusto. Va anche detto che la scelta di un Kilim, che di
base è un prodotto dai costi di produzione notevolmente inferiori
rispetto al tappeto annodato, appare poco impegnativa.
Piuttosto che acquistare un tappeto annodato di scarso valore è
consigliabile scegliere un Kilim, oggetto di grande valore
decorativo e di costo piuttosto contenuto che ben si adatta ad ogni
ambiente.
I Kilim, tessuti con il semplice incrocio di fili di lana, peli
d'animale o fibre vegetali, sono antichissimi (se ne parla già
nell'Iliade e nella Bibbia). Purtroppo i Kilim antichi pervenuti
fino a noi sono molto rari, dal momento che i peli d'animale e le
fibre vegetali in genere si deteriorano facilmente nel periodo di
un secolo.
Nella tecnica Kilim il disegno è costituito dai fili colorati della
trama, portati avanti e indietro su un solo tratto dell'ordito; in
tal modo i diversi tratti di superfici colorate non vengono
collegati fra loro e nei punti orizzontali di contatto si formano
degli stacchi verticali.
Una caratteristica della tessitura dei Kilim, rispetto ai tappeti
annodati a mano, è che il tessitore termina ogni zona di colore
prima di passare ad un'altra parte del tappeto. Questo fatto lo si
può spiegare con la necessità dell'artigiano nomade di trasportare
soltanto limitate quantità di lana durante il viaggio: ogni volta
che la tribù sosta e monta il telaio, il tessitore deve quindi
utilizzare la lana che ha portato con sè. Non potendo decidere con
certezza in precedenza i colori e i motivi decorativi, il Kilim
diventa così una sorta di caleidoscopio di colori, dettagli e
motivi decorativi diversi.
I tappeti Kilim (o Karamani) furono prodotti particolarmente nella
regione di Karaman, in Anatolia. La loro tecnica si avvicina a
quella del ricamo, dal momento che i fili delle trame sono avvolti
attorno a quelli della catena con un ago: il lavoro viene ripetuto
esattamente sia sul davanti che sul retro, seguendo il disegno
geometrico della decorazione, di modo che le due facce del tappeto
risultano perfettamente identiche.
Largamente utilizzati dalle tribù come tappeto da suolo, cuscino,
sacco o coperta, il Kilim faceva parte del tesoro familiare ed
entrava nella dote matrimoniale come un pezzo di grandissimo
valore.
Oggi i villaggi turchi sono diventati il centro di una produzione
di Kilim destinata prevalentemente al commercio e all'esportazione:
sono gli stessi mercanti ad ordinare i pezzi desiderati.
I motivi e le decorazioni tradizionali sono stati per lo più
dimenticati e sostituiti con motivi in gran parte dettati dai gusti
occidentali. Inoltre sono stati praticamente abbandonati i
coloranti naturali e vengono utilizzati generalmente quelli
chimici.
I Sumak sono prodotti prevalentemente nel Caucaso e nel Kurdistan,
dove ne vengono tessute grandi quantità. Realizzati con la tecnica
delle trame avvolte, a differenza dei Kilim, i tappeti Sumak
possono essere utilizzati soltanto dalla parte del dritto, poichè i
fili di lana che avanzano vengono lasciati pendere sul retro. Di
conseguenza questi manufatti, avendo uno spessore maggiore, hanno
il pregio di dare più calore rispetto agli altri tappeti piatti.
Gli esemplari più fini di Sumak provenivano dall'area di Kuba,
mentre i più suggestivi, con il disegno a draghi, venivano tessuti
nel Daghestan. La tecnica utilizzata, chiamata a lisca di pesce,
vedeva i fili verticali di ordito avvolti in modo continuo da fili
di lana. Questi tessuti avevano in genere dimensioni più grandi dei
tappeti annodati.
Dal punto di vista decorativo, i disegni più conosciuti nei Sumak
sono il motivo a draghi, a medaglioni stellari e ottagonali, oltre
all'impiego di larghi rombi, mentre i colori utilizzati sono spesso
piuttosto scuri e caldi.
I tappeti tessuti, realizzati a mano o con macchine piuttosto
elementari, vengono prodotti in ogni parte del mondo. I più
interessanti sono quelli della zona balcanica, in particolare
bosniaci, che conservano quei motivi decorativi appresi durante la
dominazione ottomana.
Da ricordare anche i tappeti che ripetono i motivi delle vecchie
tradizioni contadine e pastorali, come quelli della Romania e della
Finlandia.
In Italia assai apprezzati sono i famosi pezzotti della Valtellina,
i manufatti di Erice e Petralia (Sicilia), Pescocostanzo (Abruzzo),
Flisi (Sardegna) e della Calabria.
Negli Stati Uniti sono molto interessanti le stuoie tessute dagli
indiani da tempo immemorabile e, nell'America del sud, gli antichi
tappeti degli Inca. |