LA STORIA DEL CORREDO NUZIALE
La storia del corredo nuziale ha origine antichissime e affonda le
sue radici nelle località montane dove le donne dedicavano gran
parte dell'inverno a tessere, filare e ricamare la dote nuziale: il
corredo rappresentava per tutti, infatti, il punto d'onore della
famiglia e l'indicatore delle condizioni socio economiche della
sposa.
La domenica precedente il matrimonio si portava il corredo alla casa
degli sposi seguendo un preciso rituale che non doveva essere
variato, in quanto dal suo svolgimento si potevano trarre auspici
positivi o negativi.
Il corteo, composto prevalentemente da persone giovani e sane, si
doveva mettere in cammino solo mentre il suono delle campane
avvisavano la popolazione che stava per iniziare la messa principale
e doveva seguire un ordine preciso sia durante il percorso sia
nell’introdursi nell’abitazione. Per primo arrivava quello col
corredo femminile e subito dopo quello col corredo maschile.
Il corredo della sposa veniva portato da una teoria di persone che
si apriva con tre bambini: il primo portava una gallina bianca viva,
il secondo una ciotola piena di sale con tre uova sopra ed il terzo
un’altra ciotola con semola ed altre tre uova; questi entravano per
primi nella nuova abitazione. Seguivano tutte le altre persone con
il vino e l’olio, la rocca e la lana da filare, tutto il corredo con
lenzuola, coperte, servizi da pranzo, abiti, cesti di pane liscio e
decorato, e via via tutto il resto compresi gli attrezzi per il
camino e quelli della cucina.
Il corredo dello sposo era disposto in questo modo: apriva il corteo
un bambino con una ciotola di semola e tre uova sopra; seguivano gli
altri che portavano ben in vista una serie di capi di abbigliamento.
Tutto il corredo veniva ornato con steli di pervinca e con chicchi
di grano. La semola posta nelle ciotole era un augurio all’uomo
perché portasse tanto grano); il sale era un augurio alla sposa
perché fosse sempre saggia e buona padrona di casa .Quando la casa
degli sposi era lontana da quelle dei familiari e/o il corredo da
trasportare era tanto, si utilizzavano i carri a buoi addobbati per
l’occasione.
Dopo aver sistemato il corredo nella casa, il mercoledì successivo,
il letto nuziale veniva preparato da donne sposate e nubili in
buona salute; le vedove, le orfane e le persone malate non dovevano
partecipare e, nel caso fossero entrate nella casa, dovevano evitare
di toccare il letto. Si considerava invece di buon augurio che i
bambini vi facessero sopra le capriole.
Quando il letto era finito vi si spargeva del grano misto a petali
di fiori e si ornava con ramoscelli di pervinca: pare che tale
pianta sia stata considerata sacra al matrimonio anche dagli antichi
romani. Al centro si disponeva un cuscino dove venivano spillati i
regali in danaro; per primi spillavano il loro regalo i genitori
dello sposo, seguiti dalla famiglia della sposa; subito dopo
deponevano i regali gli altri parenti e le persone presenti. In
seguito l’usanza è stata abbandonata e i regali in danaro sono stati
raccolti in un piatto dove si appoggiavano le buste subito private
del contenuto per evitare spiacevoli sparizioni o inopportuni
commenti sull’importo. Oltre ai regali in danaro si inviavano anche
prodotti della campagna oppure oggetti di prima necessità
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